lunedì 30 marzo 2009

I Templari di Lucca

LUCCA - I Cavalieri Templari oggi non fanno più le crociate in Terra Santa, ma si propongono di essere un reale punto di riferimento per quanto riguarda il cristianesimo, i suoi fondamenti e i suoi principi, attraverso atti concreti, come convegni su temi importanti per la nostra società, quali la pedofilia. Abbiamo incontrato il Precettore della Precettoria Sancri Petri di Lucca - che conta 24 cavalieri -, Amerigo De Cesari, il Precettore Vicario, Massimo Angelo Cavalloni e il Postulante, Massimo Raffanti. E con loro abbiamo tracciato il ritratto del Templare degli Anni Duemila, diverso, ma nemmeno troppo, da quello medievale...



Dici 'Templare' e ti aspetti un cavaliere con la cotta in maglia di ferro, il lungo manto bianco con la croce rossa e una spada di notevoli dimensioni in mano. E, invece, i Cavalieri Templari del Terzo Millennio girano in giacca e cravatta e sono riconoscibili solo da quella spilla che riproduce la croce templare che portano - quella sì - appuntata sul vestito. Si presentano in tre all'appuntamento, il Precettore di Lucca, Amerigo De Cesari, il Precettore Vicario, Massimo Angelo Cavalloni e il Postulante, Massimo Raffanti e, davvero, non sono abbigliati come Hugues De Payens o Jacques De Molay.
«I film o i libri dedicati ai Templari - spiega Amerigo De Cesari - hanno dato un'immagine guerrafondaia dell'Ordine, ma non è mai stato così. Storicamente, infatti, i Templari sono sempre stati dei diplomatici che non hanno mai fomentato le guerre, sebbene non si siano mai tirati indietro quando ci sia stata la necessità di combattere».
Un passato lontano. Una fioritura di leggende senza tempo, ma suggestive oggi come nel Medioevo. Forse tante menzogne. Sicuramente tanta attenzione che, forse, non rende così facile dirsi 'templare' oggi. Ma cosa si propone di fare un Cavaliere Templare nel 2009? «Vuole difendere la cristianità - dice il Precettore vicario, Massimo Angelo Cavalloni - il Papa e i valori ad essi connessi». Una missione un po' singolare per un Ordine che in molti credono 'fuori legge' per quanto concerne il mondo cristiano. «Anche in questo caso siamo di fronte ad un falso storico - spiegano i due Templari - Se è, infatti, vero che Clemente V, sotto forti pressioni esercitate da Filippo il Bello, scomunicò gli appartenenti all'Ordine, una bolla successiva ha, de factu, congelato l'Ordine e riammesso tra i cattolici coloro che ne fanno parte».

In tutti i casi, i Templari, per molti secoli, hanno fatto perdere le proprie tracce. Sono spariti nell'ombra e, forse, proprio in questo sta molto del fiorire delle leggende nate attorno all'Ordine, al tesoro che i Cavalieri tuttora avrebbero nascosto da qualche parte e, soprattutto, sul Santo Graal, al centro di leggende, storie, romanzi, film e chi più ne ha più ne metta. «Il tesoro senz'altro è esistito - dice Cavalloni - ma nei secoli è stato utilizzato per le opere dell'Ordine. Per quanto concerne, poi, il Santo Graal, non è dato di sapere cosa usò Gesù in quell'ultima cena, ma è verosimile che fosse poco più di un coccio. Il Graal ha, invece, un altro significato per noi: rappresenta il nostro cuore dove viene conservata la nostra fede. Insomma, il Graal siamo noi stessi». Una spiegazione senz'altro convincente e, soprattutto, plausibile, ma deludente per tutti coloro che continuano a pensare che, nel mondo, da qualche parte (in Francia, nella famiglia che discende dai Merovingi?) si trovi custodita la più importante reliquia della cristianità.

Ed eccoci a cosa si propongono di fare concretamente in questo nuovo Millennio: vogliono essere una sorta di baluardo di difesa della cristianità e, questa volta, non hanno intenzione di impugnare la spada bastarda, ma lo vogliono fare attraverso convegni che leggano i disagi della nostra società sotto una luce cristiana. «Abbiamo in programma a Lucca - spiega De Cesari - un convegno nel quale tratteremo di pedo-pornografia e della pedofilia esercitatata attraverso internet: temi di stretta attualità che vogliamo leggere attraverso la nostra visione cristiana. Quello che ci proponiamo è, in una società dove la carità è spesso strumentalizzata, di portare la vera carità, qualla che si estrinseca in gesti concreti: più che dare i fondi che raccogliamo ai centri che sosteniamo, come, ad esempio il Ceis, portiamo loro oggetti che possano essere utili, come la lenzuoli e coperte».
«L'Ordine - sottolinea Cavalloni - è attivo per quanto riguarda l'assistenza ai più deboli, ai poveri e, ovviamente, offre aiuto a tutti coloro che siano bisognosi, come nella parabola del Buon Samaritano. Esistono diversi centri laici che fanno questo tipo di assistenza, ma spesso, in questi manca il conforto cristiano che, invece, è la nostra caratteristica principale. Per questo, sarebbe nostra intenzione realizzare delle case di accoglienza dell'Ordine, dove trovare accoglienza e conforto cristiano».

I secoli passano, ma lo spirito 'crociato' resta: non più campagne in Terra Santa, bensì una crociata contro l'ipocrisia e la povertà spirituale che - almeno secondo il loro punto di vista - caratterizza i tempi che viviamo, tramite azioni che vadano ad incidere quanto più possibile concretamente sulla società.

Ma, posto che il Medioevo è passato da qualche annetto e il 'reclutamento' non avviene più tra i figli cadetti delle famiglie nobili, come si diviene, oggi, Templari? A rispondere è Amerigo De Cesari: «Riempiendo il modulo e fornendo la documentazione prevista dalla legge per entrare in qualsiasi associazione». Già, che domande, oggi si accede a tutto tramite modulo, ma il bello viene dopo: «Una volta che la domanda viene accettata - prosegue Cavalloni - inizia l'anno di 'postulato', durante il quale l'aspirante cavaliere deve dimostrare di essere in possesso di quei valori, principi e motivazioni che gli permetteranno di accedere ai gradi superiori dell'Ordine».
Il terzo presente alla conversazione, Massimo Raffanti, è proprio in questa fase 'transitoria', che precede l'investitura e, a breve, diverrà cavaliere. A Lucca esiste la Precettoria Sancri Petri, nata nel 2005 e che conta, ad oggi, 24 Cavalieri: «Destinati ad aumentare - dice De Cesari - di alcuni membri già nei prossimi mesi, quando si svolgerà la cerimonia di investitura».

Niente mantelli, niente spada bastarda, niente tesori e niente Graal: i Cavalieri Templari del Terzo Millennio, in conclusione, vogliono fare una crociata più 'sociale' e 'culturale' che non 'militare', come quell'immagine dell'Ordine che letteratura, cinema e televisione ci ha reso così familiari e che, forse, in qualche modo, pur dando loro una popolarità enorme, creano un alone attorno a loro che, in qualche modo, può essere limitante.


Chi volesse informazioni sui Cavalieri Templari di Lucca, può scrivere una mail all'indirizzo: info@cavalieri-templari.it.

fonte http://www.loschermo.it/articolo.php?idart=15734

Articolo di Federica di Spilimbergo

sabato 21 marzo 2009

I Templari e i loro graffiti misteriosi


Rosa stupor mundi
I misteriosi graffiti dei Templari

“Che tu sia maledetta Chinon” di certo le ultime disperate parole di quei giorni della disfatta, “Viva Dio Santo Amore” il loro urlo di battaglia

di Carlo Forin , Giuseppe Conte

fonte www.agoramagazine.it



I Templari finirono a Chinon.

Noi, che esercitiamo la mente assieme per cercar di capire che cosa accadde davvero, ci rallegriamo dei complimenti ricevuti per il nostro articolo “La Pergamena di Chinon/Processus Contra Templarios” da parte di uno studioso dei Templari, che ci ha scritto mesi fa: “......sono uno dei pochi che era presente alla presentazione della pergamena di Chinon nella Sala Vecchia del Sinodo in Vaticano, assieme al coautore del libro suddetto”.

venerdì 13 marzo 2009

Cerimonia d'investitura di Arcadia a Lecce






ARCADIA LECCE
Ass.cult. d’ispirazione Templare
presenta


Venerdì 20 Marzo alle ore 20,30
Palazzo Turrisi Palumbo ,via Marco Basseo 1, Lecce

Cerimonia di Investitura per il passaggio da Novizi a Cavalieri


Interverranno come Ospiti d'Onore :
La Senatrice Adriana Poli Bortone
l'Ufficiale Dott. Fabrizio Camilli
in qualità di Rappresentante del Sovrano Militare Ordine di Malta

Interverrano per l’occasione il gruppo SOLI DEO GLORIA che presenteranno un repertorio di musica sacra del ‘500


L’occasione sarà un momento di incontro non solo di carattere celebrativo, ma momento di pubblica presentazione degli obiettivi e dell’attività dell’associazione d’ispirazione templare di Lecce, che ha nome ARCADIA.
Quello dei "Pauperes commilitones Christi templique Salomonis" (Poveri compagni di Cristo e del Tempio di Salomone), meglio noti come Cavalieri templari o semplicemente Templari, fu uno dei primi e più noti ordini religiosi cavallereschi cristiani. L'origine di quest'ordine risale agli anni 1118-1120, successivi alla prima crociata (1096), quando la maggior parte dei cavalieri era tornata in Europa e le esigue milizie cristiane rimaste erano arroccate nei pochi centri abitati. Le strade della Terrasanta erano quindi infestate da predoni e Ugo di Payns, originario dell'omonima cittadina francese della Champagne, insieme al suo compagno d'armi Goffredo di Saint-Omer e ad alcuni altri cavalieri, fondarono il nucleo originario dei templari, dandosi il compito di assicurare l'incolumità dei numerosi pellegrini europei che visitavano Gerusalemme dopo la sua conquista. L'ordine venne ufficializzato il 29 marzo 1139 dalla bolla Omne Datum Optimum di Innocenzo II e definitivamente dissolto tra il 1312 e il 1314 dopo un drammatico processo.Ma oggi è tutto diverso! Per ARCADIA non servono raccomandazioni, ma volontà, lealtà e tanto di coraggio .
“Il Nostro Obiettivo è risvegliare i valori della Cavalleria e della Tradizione dei Cavalieri Templari. Il Cavaliere Templare di oggi è un cavaliere nelle azioni, nella comunione d'intenti, nei sentimenti di fratellanza verso i propri fratelli e sorelle della Congregazione, è una persona di buona volontà di cui sono provate le doti morali e professionali. Per questo cerchiamo persone di qualità morale , non sono il ceto sociale o il loro stato patrimoniale che ci interessano , ma che abbiano dentro di sé dei valori etici e l'attitudine di trasmetterli agli altri”.


Arcadia Lecce
www.arcadialecce.altervista.org
www.itemplaridiarcadia.blogspot.com

Il Presidente
Valentino Zanzarella

venerdì 6 marzo 2009

BREVE STORIA DELL'ORDINE DEI CAVALIERI DEL TEMPIO

BREVE STORIA DELL'ORDINE DEI CAVALIERI DEL TEMPIO
con un saggio introduttivo di Franco Cardini


Nel fatidico 1848, in sole quaranta copie, Luigi Cibrario pubblicava per i tipi di Alessandro Fontana quest’erudita storia dell’Ordine templare evidentemente destinata a una ristretta cerchia di amici e di estimatori. Ferveva, allora , la polemica sulla vera natura del "misterioso" Ordine religioso-cavalleresco, sulle sue vere e presunte colpe, sulle drammatiche circostanze della sua soppressione, sulle voci e sui documenti (falsi) attestanti la sua sotterranea sopravvivenza, sul suo rapporto con la massoneria. È altamente significativo che questo libro vedesse la luce proprio nel Grande Anno in cui la Chiesa romana e le aspirazioni liberali e nazionali che in Italia avevano nutrito di sé le società segrete sembravano convergere in una specie di azione comune. Vent’anni dopo, quando il Cibrario ormai prossimo alla morte si decideva a ristampare il suo saggio del ’48, insieme con altri scritti di storia cavalleresca, il panorama era mutato: ma le polemiche sui templari non si erano sopite. Rilette oggi, le pagine dell’illustre uomo politico ed erudito piemontese mantengono il loro fascino: opera di proba erudizione e di sereno distacco critico, esse sono comunque anche documento di quella passione per il medioevo che animò il Romanticismo e che – talor parallela ma spesso anche coincidente con la ricerca scientifica più severa, talaltra incline a spaziare tra i castelli, le foreste e le brughiere della fantasia – sta ancor oggi alla base sia della medievistica sia del "medievalismo".

Aragno editore

venerdì 27 febbraio 2009

mercoledì 25 febbraio 2009

La compagnia del graal


















Chrétien de Tryoes: Parceval ou Conte du Graal Le prime tracce del Santo Graal le troviamo su un manoscritto medioevale di Chrétien de Troyes (scritto intorno al 1190), che probabilmente lo inventò, su cui veniva posta la domanda "A cosa serve il Graal?". Di lì in breve tempo tutti gli autori si accinsero a completare la storia incompiuta dando origine al romanzo cavalleresco. Chrétien, infatti, non era un membro di un circolo di studiosi, bensì il cantore di gesta cavalleresche contemporanee: le chansons de geste. Il Perceval ou Conte du Graal (Perceval o Racconto del Graal) è l'ultima opera di Chrétien, rimasta incompiuta a causa della sua morte.In questo romanzo, durante i suoi viaggi, Perceval, cavaliere di Re Artù, viene ospitato da un pescatore (che si scoprirà successivamente essere il Re Pescatore); durante la cena:
"da una stanza uscì un giovanotto che impugnava una lancia bianca" ... "nella sala tutti videro la lancia bianca con la cuspide bianca; allora una goccia di sangue sgorgò dalla punta della lancia"... "Poi entrò una fanciulla bella e bionda ed elegantemente ornata, reggeva tra le mani un Graal. Quando entrò con il mano il Graal apparve una luce tanto brillante che le candele persero il loro fulgore come le stelle o la luna al sorgere del sole" ... "Il Graal era fatto di oro purissimo e vi erano incastonate pietre preziose di diverso tipo, le più belle e preziose che esistano sulla terra o nel mare: le pietre che ornavano il Graal erano superiori a qualsiasi gemma."

Perceval non chiese nulla su quel calice e su quella lancia e il giorno dopo ripartì. Addolorato di quanto accaduto viaggiò per cinque anni perdendo la fede in Dio fino a quando, un Venerdì Santo, si imbatté in un eremita e si pentì di quanto fatto. L'eremita gli spiegò:
"Fu a causa del tuo peccato che in quell'occasione non hai posto domande a proposito della lancia e del Graal" ... "Il ricco Re Pescatore è il Figlio del Re a cui viene portato il Graal" ... "gli viene servita un'unica Ostia che gli viene portata in quel Graal. Conforta e sostiene la sua vita poiché il Graal è una cosa così santa".
A questo punto il romanzo di Chétien è rimasto incompiuto e altri iniziarono a continuare la sua opera.
Robert de Boron: Estoire dou GraalL'opera di Rober di Boron più che un romanzo cavalleresco ha il tono dei Vangeli apocrifi; il suo Estoire dou Graal (Storia del Graal) è una trilogia composta dalla stoia de Graal e di Giuseppe di Arimatea, la storia di Artù e Merlino e quella di Perceval, per finire con la diaspora dei cavalieri della Tavola Rotonda e la morte di Artù. Robert di Boron iniza e termina il suo racconto ponendo al centro il Graal e introducendo la figura di Giuseppe di Arimatea. Secondo il racconto di Boron il piatto in cui Gesù spezzo il pane durante l'Ultima Cena venne portato via dalla casa nella quale i discepoli si erano riuniti e consegnato a Ponzio Pilato che, a sua volta, lo diede a Giuseppe d'Arimatea il quale vi raccolse il sangue delle ferite di Cristo. Riunendosi i Discepoli attorno al Sacro Piatto nel ricordare Gesù provarono enorme gioia, e chiamarono il piatto Graal. Dopo Giuseppe divenne Bron, suo cognato noto come il Re Pescatore, il custode del Graal. Da quel momento lui e i suoi seguaci vennero chiamati La Compagnia del Graal.A questo punto entra in gioco Merlino, Re Artù e l'istituzione della Tavola Rotonda, che avrà un seggio vuoto e
"colui che occuperà il seggio vuoto dovrà essere stato alla presenza del Graal" ... "Quando un cavaliere avrà raggiunto simili altezze da essere considerato degno di entrare alla corte del Re Pescatore e avrà chiesto per che cosa era servito il Graal e a chi era destinato ora, il Re Pescatore guarirà immediatamente e quel cavaliere custodirà il sangue di Cristo"
La ricerca sarà intrapresa da tutta la Compagnia della Tavola Rotanda ma l'unico a raggiungere il castello di Bron, il Re Pescatore, sarà Perceval. Come descritto da Chrétien, Perceval non rivolge la fatale domanda che risanerebbe il re e, a causa della sua inadempienza, sarà costretto a vagare sette anni prima di incontrare un'eremita e confessarsi dei suoi peccati. Perceval camminò ancora fino a quando non ritornò al castello del Re Pescatore, prendendo pranzo con lui. Non appena apparve il Graal Perceval pose la domanda al Re e questi guarì dalla sua infermità. Perceval divenne il custone del Graal e Bron morì subito dopo avergli insegnato le Sacre Parole dette da Gesù a Giuseppe d'Arimatea.
Lancillotto: il nuovo eroe del GraalNel romanzo Lancelot-Graal lo scopo è lo stesso: raccontare la storia del Graal, di Re Artù e della Compagnia della Tavola Rotonda, ponendo come perno centrale il personaggio di Lancillotto.Lancillotto entra a far parte della Corte di Re Artù quando la Tavola Rotonda è già creata e Re Artù ha già sposato Ginevra. In tale romanzo però, le storie sono più tendenti al fantastico (lotta con draghi, maghi, pozioni magiche) che incentrate alla ricerca della spiritualità del Graal. Lancillotto, il più valoroso dei cavalieri, riesce ad entrare nel Castello del Graal e trovare il Santo Calice.


Bibliografia

Barber, R. - "Graal" - Edizioni Piemme S.p.A., Milano (2004)
fonte http://it.geocities.com/typonos/pages/medioevo/graal/lett_caval.htm

lunedì 23 febbraio 2009

I Templari di Arcadia su Salento web Tv

Stefano Donno intervista Valentino Zanzarella, Gran Maestro dei Templari di Arcadia di Lecce. Che senso ha oggi, definirsi ed essere un templare? I Templari usano la Rete? Sono su Facebook? In questo nuovo appuntamento di Hi-Pop si parlerà anche di cool technology con la presentazione della rivista XL di Repubblica e del game per PS3 e X-BOX Assassins, di chiara ispirazione templare.
Questo è il link:
http://www.salentoweb.tv/index.php?option=com_seyret&task=videodirectlink&Itemid=2&id=334